Druckversion
09/11/2009
Country Brand Index 2009


I PAESI VISTI COME BRAND

GLI STATI UNITI CONQUISTANO LA VETTA DELLA CLASSIFICA,
IL CANADA MANTIENE LA SECONDA POSIZIONE, SEGUITO DALL’AUSTRALIA.
 L’ITALIA PERDE DUE POSIZIONI RISPETTO AL 2008
E FINISCE SESTA DOPO LA FRANCIA, PRIMA DEI PAESE EUROPEI.

Lo studio quest’anno comprende anche un’analisi per macro regioni: Europa occidentale, Asia del Pacifico, Caraibi, Americhe, Medio Oriente e Nord Africa, Africa sub-sahariana, Europa centrale e orientale


9 Novembre 2009 – Gli Stati Uniti conquistano la vetta della classifica dei primi dieci Paesi della quinta edizione del Country Brand Index, passando dalla terza posizione del 2008 alla prima. Il Canada, che nel 2010 ospiterà le Olimpiadi invernali, mantiene la seconda posizione, mentre l’Australia perde la prima posizione, che deteneva da due anni, e passa terza.
Il CBI 2009 si basa su interviste realizzate su un campione di 3.000 viaggiatori per turismo e per affari, provenienti da nove diversi Paesi ed esamina le modalità con cui i Paesi comunicano come brand, incrociando dati economici e fattori di marketing relativi ai viaggi e al turismo, una voce che nel 2008 ha prodotto un giro d’affari internazionale pari a 944 miliardi di dollari.

2009 CBI Top Country Brands

1.

Stati Uniti

6.

Italia

2.

Canada

7.

Giappone

3.

Australia

8.

Inghilterra

4.

Nuova Zelanda

9.

Germania

5.

Francia

10.

Spagna





L’edizione 2009 del CBI, condotto da FutureBrand, Agenzia internazionale di consulenza di marca, in collaborazione con Weber Shandwick, l’agenzia multinazionale leader in Italia nel settore delle relazioni pubbliche, presenta le classifiche e i trend, i temi forti nella creazione dell’immagine di un Paese e gli aspetti di marketing, un’approfondita analisi dei punti di forza e di debolezza dei primi 10 Paesi e una fotografia degli “Altri 10”, ossia dei Paesi classificati dall’undicesimo al ventesimo posto.
La ricerca è stata estesa a 102 Paesi, un ampliamento che ha consentito di realizzare anche una classifica per macro-regioni. Il CBI 2009 include una lettura politica ed economica del modo in cui i Paesi comunicano come marche; esplora la discrepanza tra il percepito e la realtà di ciascun Paese; presenta, infine, un “Nuovo Focus sul Valore”, uno dei temi più caldi nel settore viaggi quest’anno. (si veda http://www.futurebrand.com/cbi  per i risultati completi).

Spiega Susanna Bellandi, Amministratore delegato di FutureBrand: “L’Italia quest’anno ha perso due posizioni nella classifica generale dei primi 10 Paesi e, purtroppo, ha perso consensi anche in quelle aree dove, di solito, eccelle, come la storia e la cucina. Non ha certamente giovato il clima turbolento che ha caratterizzato questo ultimo anno: gli scandali, i rifiuti, i gossip e la litigiosità diffusa. Tuttavia, guardando alla situazione con gli occhi di esperti di marca internazionali, la nostra impressione è che il Paese soffra soprattutto di una “stagnazione” del pensiero, che investe quasi tutti i settori. È come se si vivesse sugli allori del passato senza mai rinnovarsi, mentre il resto del mondo viaggia a ben altre velocità. Sul fronte della cultura e della storia - il modo di pensare i musei, le mostre, i convegni - le proposte fanno fatica ad attualizzarsi. La cucina tradizionale italiana ormai è patrimonio dell'umanità, si trova ovunque, tanto che non siamo più certi che la pizza e la pasta siano proprio nostri…
Quando si parla di marca, si parla di percezioni: la marca Italia deve tornare a essere percepita come la culla della cultura, deve ritrovare nella forma e nella sostanza i livelli di qualità, di innovazione e di bellezza che l'hanno resa grande nei secoli. L'Expo 2015 potrebbe essere una grande occasione di rilancio dell'immagine, se cominciassimo a valorizzarne le opere sin da ora.”

"E’ finito il tempo in cui i Paesi si promuovevano solo con qualche campagna affissione. Crescono, un po’ ovunque, gli sforzi per trasformare e proporre le destinazioni-Paese come vere e proprie marche, facendo leva su cultura, shopping, offerta immobiliare …” spiega Linda Bulgheroni, Amministratore Delegato di Weber Shandwick. “Quest’anno gli Stati Uniti hanno certamente beneficiato in termini di immagine dell’effetto Obama, ma credo che, più di ogni altra, valga una considerazione su tutte: di anno in anno, questa ricerca dimostra l’impegno e gli sforzi crescenti a sostegno dell’immagine Paese, decreta l’ingresso di nuovi attori a sostegno di una industry culturalmente ed economicamente sempre più significativa”.


Il CBI di quest’anno analizza anche una serie di temi sensibili per i viaggiatori e per i turisti, tra cui: come i Paesi piccoli possono competere con quelli grandi; i diversi modi in cui le destinazioni possono comunicare valore; l’uso dei social media nel branding di un Paese; in che modo le icone, le aziende e lo sport favoriscano la brand image di un Paese; e , per finire, il migliore e il peggior marketing di un brand-Paese del 2009.


«Archieve