Druckversion

L’importanza di essere soggetto sociale

“Le aziende non possono più chiudere i cancelli”. La crescente voce del cittadino e la forza dei gruppi di pressione, la spinta della globalizzazione mediatica verso i temi della scarsità di risorse energetiche e della minaccia per la salute dell’uomo sono solo alcuni aspetti che pongono sempre più sotto osservazione non solo i conti ma anche il modus operandi dell’universo impresa.

Il “portatore d’interessi”, sia esso consumatore, investitore o decisore pubblico si muove in un sistema molto complesso di orientamento delle proprie scelte strategiche. E i costi sociali e ambientali assumono un ruolo di primo piano. L’azienda diventa così “cittadina attiva” nel contesto sociale in cui opera e ha delle precise responsabilità, verso i propri dipendenti come verso le varie comunità con cui si relaziona.   

Ecco perché la Corporate Responsibility, da generico valore culturale, è diventata scelta strategica e base imprescindibile della reputazione percepita.

Il dire e il fare

Prima di essere una nostra area di consulenza, la responsabilità sociale in Weber Shandwick è impegno di tutti. I nostri team hanno dedicato negli ultimi due anni più di 300 ore lavoro ad attività pro-bono: abbiamo affiancato Doppia Difesa, la fondazione creata da Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker per la tutela dei diritti civili e umani delle donne; abbiamo supportato la Fondazione Pangea Onlus nell’organizzazione della prima Notte Rosa per promuovere il riscatto sociale ed economico delle donne nel mondo; abbiamo lavorato al fianco della Fondazione De Gasperis, punto di riferimento nella cardiologia in Italia, che nel 2008, in occasione del suo quarantennale, ha voluto moltiplicare i suoi interventi al fianco degli operatori della salute e dei cittadini al fine di prevenire la prima causa di morte nel nostro paese. E, infine, abbiamo collaborato al programma “La Forza e Il Sorriso” un laboratorio di make-up che accompagna le donne in terapia antitumorale nel difficile percorso di accettazione serena della malattia per tornare a “sentirsi donne”.