Per i Responsabili della Comunicazione le priorità sono il settore digital e l’engagement dei dipendenti: ecco i risultati della survey condotta da Spencer Stuart e Weber Shandwick

venerdì 07 ottobre, 2016

NEW YORK, 6 Ottobre, 2016 –  I risultati della ricerca presentata da Spencer Stuart e Weber Shandwick dimostrano che più di 7 Chief Communications Officers (CCO) su 10, a livello mondiale, dichiarano che la loro priorità per i prossimi 18 mesi è investire nel settore digitale. In particolare, per i CCO nordamericani, la priorità è investire sull’engagement dei dipendenti. Inoltre, più della metà degli intervistati dichiarano che le loro aziende hanno risentito dell’attivismo degli azionisti e questo risultato è ancora più alto negli Stati Uniti d’America, dove ben il 58% dei CCO riferiscono di questo impatto.

Questi sono solo alcuni dei risultati che emergono da The Rising CCO VI, una survey, giunta alla sesta edizione, condotta da Spencer Stuart, azienda specializzata nella ricerca di figure dirigenziali a livello globale, e Weber Shandwick, tra le principali agenzie di comunicazione a livello globale. The Rising CCO VI analizza come i Chief Communications Officers vivono l’evoluzione delle loro responsabilità in un mondo in rapido cambiamento.

“Oggi, una comunicazione efficace e coinvolgente verso i dipendenti è molto richiesta, considendo che la funzione comunicazione tocca tutti gli aspetti del business delle aziende,” dichiara George Jamison, alla guida della divisione di Comunicazione Corporate di Spencer Stuart. “I CEO chiedono ai loro Communication Manager di assicurarsi che tutti i dipendenti  siano a conoscenza delle strategie e degli obiettivi aziendali. La nostra ricerca mostra come i CCO stiano lavorando duramente per guidare l’advocacy dei dipendenti e approfondire le loro relazioni con gli stakeholder di riferimento, sia interni che esterni all’azienda”.

Digital Communications: un partner strategico e una priorità

La comunicazione digital viene riportata quale focus principale su cui investire nei prossimi 18 mesi. In Nord America, invece, la priorità è l’engagement dei dipendenti. È importante sottolineare come i CCO di ogni regione evidenzino che, in futuro, i media sociali e digitali diventeranno i loro partner professionali più stretti. Questo si allinea con l’utilizzo ormai consolidato dei data analytics nella valutazione della corporate reputation, nel miglioramento della messaggistica e nell’identificazione dei sostenitori aziendali.

Comunicazione interna ed engagement dei dipendenti

L’importanza delle comunicazioni con i dipendenti è una priorità che emerge in maniera differente a seconda delle regioni analizzate. In linea di massima, per i communication manager del Nord America (90%), la comunicazione interna è prioritaria rispetto ai CCO in EMEA (70%). Il 70% dei manager statunitensi dichiarano che nei prossimi 12/18 mesi investiranno sull’advocacy e l’engagement dei dipendenti, contro il 45% degli Europei. A livello globale i CCO dichiarano che, nel prossimo futuro, investiranno in nuove assunzioni ed in comunicazione interna. Tra le posizioni citate: Global Head of Employee Engagement, Head of Enterprise Communications (Internal and Leadership) e Employee Engagement Specialist.

Promuovere I rapporti con le Risorse Umane

Con l’obiettivo di migliorare la comunicazione con i dipendenti, molti CCO (circa l’83%) lavorano a stretto contatto con l’ufficio delle Risorse Umane; il 14% dichiara che attualmente non lavorano con le HR ma che la loro Azienda trarrebbe beneficio nel farlo; l’86% dichiara di lavorare con le HR tanto quanto che con il Marketing o con l’ufficio legale (l’83%); infine il 79% dichiara che in futuro si aspetta di lavorare i collaborazione con le HR. Questi risultati sottolineano l’importanza di un allineamento interno all’azienda e la crescente importanza che assumerà l’engagement dei dipendenti.

In generale, in Nord America i Communication manager sono più propensi a collaborare con la divisione delle Risorse Umane rispetto ai colleghi dell’EMEA (rispettivamente 93% e 75%). In un’ottica futura, sia in Nord America che in EMEA, i CCO dichiarano che collaboreranno sempre di più con le HR (rispettivamente 81% e 77%).

Ulteriori highlight dalla ricerca

La ricerca ha evidenziato ulteriori spunti di riflessione, tra cui:

  • Più di uno su due CCO a livello globale (53%) dichiara di essere stato influenzato dall’attivismo degli azionisti, il 92% di questi dichiara che il loro reparto è stato molto o in parte coinvolto nell’affrontare l’evento
  • Quasi la metà degli intervistati (47%) spende molto o gran parte del loro tempo su tematiche di sicurezza informatica, il 45% ad analizzare i mutamenti dei comportamenti di spesa dei consumatori e il 44% nella gestione di crisi finanziarie
  • L’80% dei CCO globale ritiene che i dipartimenti di marketing e comunicazione debbano collaborare sempre di più tra loro e il 54% si augura che le due funzioni siano pienamente integrate nei prossimi anni.
  • Alla domanda su cosa vorrebbero concentrarsi I CCO, se avessero più tempo a disposizione, la prima risposta è stata la reputazione (28%). (Domanda aperta).

“Questo studio dimostra che la gestione della reputazione aziendale  è una responsabilità primaria della comunicazione. Quasi ogni CCO intervistato ( 93%), indipendentemente dal paese, pone questa responsabilità in cima alla sua lista”, afferma Leslie Gaines-Ross, Chief Reputation Strategist in Weber Shandwick “Chiaramente, i  global CCO prendono il loro ruolo di guardiani della reputazione aziendale molto seriamente e sono sempre pronti a difenderla dal male, sia che si tratti di minacce informatiche, di crisi, o di stimolare l’engagement dei dipendenti”.