Weber Shandwick partner di comunicazione della seconda edizione dell’Italian Sustainability Day di Borsa Italiana

giovedì 05 luglio, 2018

Weber Shandwick, è stata per il secondo anno consecutivo la società di comunicazione partner della seconda edizione dell’Italian Sustainability Day, un incontro organizzato da Borsa Italiana dedicato a sviluppare il dialogo tra imprese e investitori sui temi ESG (environmental, social, governance).

Leader nella comunicazione e nel reporting dei fattori ESG, la practice Weber Shandwick Social Impact – un team pluripremiato che collabora con più di 150 clienti su tutti i 17 Sustainable Development Goals dell’ONU – lavora con organizzazioni attive in tutti i settori (privato, pubblico e sociale) per amplificarne il purpose centrale, favorendo una crescita sostenibile e un impatto sociale positivo.

Nel corso dell’Italian Sustainability Day, Kate Olsen, Senior Vice President Social Impact, ha partecipato ad un panel per condividere spunti e suggerimenti su come le aziende possano fare leva sulle proprie iniziative ESG per coinvolgere gli stakeholder e rafforzare la propria reputazione di leader purpose-driven. “Oggi lo storytelling dei valori ESG è il fattore chiave differenziante per le aziende. Gli stakeholder si aspettano che le aziende prendano posizione su importanti questioni sociali. La nascita del purpose ha cambiato il modo in cui le aziende costruiscono i loro brand e in cui si relazionano con consumatori e partner. Il ruolo delle aziende nella società è cambiato e non può più prescindere dalla sostenibilità”, ha dichiarato Kate Olsen.

“Oggi le aziende sono chiamate a prendere posizione su questioni ambientali e sociali se vogliono il sostegno e la fidelizzazione dei consumatori. – ha dichiarato Annamaria Ferrari, Managing Director Weber Shandwick AdvisoryCosì come gli investitori, le nuove generazioni di consumatori premiano le imprese virtuose sotto il profilo ESG”.

Nel corso dell’Italian Sustanability Day, Weber Shandwick ha presentato i risultati chiave di recenti ricerche proprietarie nell’ambito del Social Activism come Battle of the Wallets: The Changing Landscape of Consumer Activism. Condotta insieme a KRC Research, l’analisi mette in luce come i consumatori sempre di più non acquistino prodotti di aziende ritenute irresponsabili, i cosiddetti “BUYcotters”. Ben l’83% dei consumatori attivisti sottolinea l’importanza di premiare economicamente le aziende che fanno la cosa giusta. Secondo il 48% degli intervistati, l’obiettivo principale dei BUYcotters è quello di sostenere la reputazione di un’azienda o di un marchio che ammirano.

Soprattutto, i consumatori e altri stakeholder, si aspettano che il purpose di un’azienda sia espresso e sostenuto dal top management e in particolare dai CEO (vedi CEO Activism in 2017: High Noon in the C-Suite). Secondo la ricerca di Weber Shandwick, il 47% dei millennial pensa infatti che il CEO debba schierarsi su importanti questioni di natura sociale, e il 51% di loro deriva il proprio comportamento d’acquisto in funzione della credibilità del CEO, un dato significativo, specialmente se paragonato alle risposte dei consumatori appartenenti ad altre generazioni (la generazione X e quella del baby boom). I millennial, un segmento di consumatori rilevante è disposto a premiare economicamente le aziende che “fanno la cosa giusta”, con l’83% di loro che basa le proprie decisioni di acquisto sull’impegno da parte delle aziende in termini di sostenibilità.

Weber Shandwick ha presentato anche alcune recenti campagne e case history purpose-driven, per le quali ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra le quali l’ambizioso progetto di Iceland Foods, una catena di supermercati del Regno Unito, di eliminare entro il 2025 la plastica dal packaging di tutti i prodotti che portano il suo marchio. La campagna è stata un caso di successo e oggi 42 società tra catene di distribuzione e brand di prodotto hanno fatto la stessa cosa.

La campagna #toocoolforplastics è un esempio significativo di come le aziende stiano rispondendo alle aspettative degli stakeholder, schierandosi su importanti questioni sociali. Le case history confermano il crescente trend delle campagne di comunicazione purpose-driven, che fanno leva su tematiche e iniziative ESG per coinvolgere tutti gli stakeholder, mercato e investitori.